La Comunicazione

La Comunicazione

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“La comunicazione o la comprensione dei gesti
è resa possibile dalla reciprocità delle mie intenzioni
e dei gesti altrui, dei miei gesti e delle intenzioni leggibili
nella condotta altrui. Tutto avviene come se l’intenzione
dell’altro abitasse il mio corpo o come se
le mie intenzioni abitassero il suo”
M. Merleau-Ponty
Fenomenologia della percezione (1945)

LE 10 REGOLE DELLA COMUNICAZIONE

1. Un saluto è un regalo in forma d’augurio
(per esempio “ giorno” non è un augurio, ma il nominare un tempo di 24 ore);
Ma noi desideriamo augurarci reciprocamente un buon giorno!

2. Parla a voce comprensibile e chiara!
Ti si deve poter ascoltare senza sforzo.

3. Parla lentamente!
Si deve poter riflettere senza fatica sui tuoi pensieri espressi.

4. Non una parola di troppo!
Non dire niente all’altro di più, di ciò che l’altro deve sapere per la comprensione di ciò che si sta dicendo o che si è detto. Essa strapazza inutilmente la sua attenzione e lo devia dall’essenziale.

5. Nessuna difesa o giustificazione
(appartiene al tribunale e ad ambiti simili)!, perché essa attribuisce indirettamente all’altro -anche quando è solo pensato- un attacco o un rimprovero, una critica, un’ opinione errata e altro. Queste provocano rifiuto, resistenza, giustificazioni o reazioni ostili.

6. Non correggere alcuno scherzo!
Prendi la “palla” e gioca con lui oppure se non puoi reagire, sorridi.

7. Ascolta!
Questo è molto di più che ascoltare semplicemente solo con attenzione è un andare verso l’ altro spiritualmente, per poter capire il suo punto di vista e l’intenzione.

8. Scusati sempre, dove la situazione lo richiede.
Scusarsi è un onore. Prende ad ogni passo falso, le forze offese e risana presso l‘altro le “ferite” causate da te.

9. Per favore, quando desideri qualcosa dall’ altro.

10. Grazie, sempre quando hai ricevuto qualcosa dall’ altro, anche se fosse solo un consiglio! Grazie anche per una critica e un insegnamento!

Dott. Dietfried Schoenemann

Saluta come si conviene (saluta sempre per primo chi arriva).
Ricorda che il saluto è un regalo.
Il giusto saluto è il migliore inizio di una comunicazione.
Non si saluta la schiena o il sedere.
Non si richiama l’ attenzione con un saluto ma con il nome o la professione.

Tratto da “ Erfolgreich beruflich und privat”, NOI – Verlag (2004) pag. 100
Traduzione di Milena Craighero

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