La sacra famiglia: il valore della triade

La sacra famiglia: il valore della triade

L’iconografia sacra ci  permette di poter osservare attraverso la sensibilità dei pittori del tempo, la differenza di vissuto della triade famigliare, riferita alla sacra famiglia.

Possiamo distinguere varie dinamiche relazionali e il conseguente vissuto emotivo-affettivo all’interno della triade.

Osserviamo ad esempio  una diade mamma – bambino (fig. 2,7,8, 11,12) chiusa, escludente ed evitante, dove è interessante porre l’attenzione sugli sguardi di mamma e bambino che non  si incontrano. Il padre è all’esterno, talvolta arrabbiato, talvolta perplesso o triste.Talvolta non ha contatto nè di sguardo nè corporeo con il bambino o con la Madre.

L’intenzione, il desiderio è manifestato da mani che tentano di cingere o di toccare, potrebbe sembrare riverenza, ma confrontato con altre immagini dove un contatto c’è, questo atteggiamento ha più affinità col timore di una reazione di rifiuto o di paura della reazione.

Dove la coppia è in contatto, dialoga,  l’atmosfera che il quadro emana è di serenità e di circolarità (fig. 1, 4, 5, 6, 9). Il bambino è sereno ed è parte della famiglia, uno tra pari e non centrale come può essere nel primi momenti dopo la nascita. Nella fig.1 il bambino è in braccio alla madre, che lo tiene senza bloccarlo ed è rivolta con tutto il corpo verso il padre. Il riconoscimento della presenza e del valore del maschile permette al figlio il contatto fiducioso e libero verso il paterno, non teme ritorsioni. Bella la circolarità che ritroviamo anche nella fig. 4 dove la madre sorridente porge la manina del figlio al padre che la bacia delicatamente. Anche in questa immagine il figlio cerca il contatto visivo con il padre.

Nella fig. 9 è interessante notare la delicatezza con cui la madre sostiene il figlio e l’attenzione che ha verso il marito, padre del loro figlio, che la fa inclinare per fare in modo che il figlio incontri lo sguardo del padre.

Nella struttura del presepe dove mamma e papà,  talvolta sono posti ai lati del neonato o vicini e osservano  il nuovo arrivato. I genitori sono in adorazione, non staccano lo sguardo, sono in una bolla di luce e partecipazione  del grande mistero della nascita. Hanno bisogno di imprimere il volto del neonato nelle loro menti e nei loro cuori, per riconoscerlo e prendersi cura di lui.

Fanno parte di questo tipo di relazione anche i quadri dove la Madonna tiene in braccio il bambino e lo osserva consapevole della presenza di Giuseppe suo sposo. (fig. 5)

E’ interessante notare la differenza con i quadri raffiguranti solo la diade mamma bambino, dove è meraviglioso notare questo innamoramento, la serenità, la dolcezza e la tenerezza  (fig. 13) oppure l’inglobamento e l’incastro relazionale che non permette l’individuazione e l’ autonomia del figlio (fig.  14, 15). Nella fig. 14 abbiamo una madre che si fa sostenere dal figlio e nella fig. 15 troviamo una coppia madre-figlio in una simbiosi diffdente,  che si può riassumere in amore-odio.

 

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