Tre il numero perfetto

Tre il numero perfetto

Una breve riflessione partendo da un brano scritto da Jodorowsky

…”E’ l’ultimo secondo in cui stai dentro di me . A partire da adesso tu non sei tu e io non sono io. Lavoriamo insieme, io e te realizzeremo un parto perfetto”

A quel punto interviene Giuseppe:

“Non dite <noi due>; dite  <noi tre>, perchè io sono quì. Se tutto va così bene è perchè sono presente.”

Maria si mette nella posizione del parto e Giuseppe si inginocchia ai suoi piedi e allunga le mani per prendere il figlio e posarlo tra le braccia della madre. La prima cosa che ogni bambino dovrebbe vedere quando nasce è il padre, che dovrebbe accoglierlo con le sue mani, col suo cuore, con tutto il suo essere.

Nel momento del concepimento, dell’unione del maschile e del femminile, si ricrea l’Uno e  partecipiamo alla Creazione, anzi siamo artefici di questa creazione. Questa unione avviene in un luogo del corpo detto “sacro”. Il maschile attivo, penetra il femminile, ricettivo e depone il seme. Il seme cresce nel suo ventre e si fa frutto. Nel momento del parto questo frutto è pronto per venire alla Luce e in questo momento si ha un rivolgimento. La madre nel mettere al mondo il figlio sperimenta la potenza dell’energia maschile e il frutto diventa il suo pene, il padre ricevendo e accogliendo il figlio fa esperienza del femminile che è dentro di lui. Così si chiude un cerchio, e il parto è una nuova partenza e una rinascita per tutti.

Un padre e una madre nascono quando nasce un figlio; in altre parole possiamo dire che, se è vero che sono un uomo e una donna a far nascere un figlio, è altrettanto vero, paradossalmente, che è il figlio a far nascere un padre e una madre.

Con questa premessa possiamo affermare che concepimento, gravidanza, parto, allattamento, cura del figlio è un compito della coppia. La presenza del terzo è garanzia di ordine (Cosmos) e armonia (figlia di Marte e Venere).

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Quando il padre viene escluso, la diade “madre-figlio” tende a chiudersi e impedisce così la crescita del figlio.

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Queste immagini sono più eloquenti di tante parole, appare evidente come l’esclusione del padre crei un attaccamento non sano del figlio alla madre. Manca così al figlio la possibilità di crescere come individuo individuato. Questa individuazione è possibile e si realizza quando l’istanza di separazione di cui il paterno è portatore si armonizza con l’istanza di appartenenza che appartiene al materno.

di Milena Craighero

Nel prossimo articolo approfondiamo la funzione paterna.


 

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