Chi deve seguire la gravidanza?

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Chi deve seguire la gravidanza?

Raccomandazione delle Linee Guida per la Gravidanza Fisiologica:

Alle donne con gravidanza fisiologica deve essere offerto il modello assistenziale basato sulla presa in carico da parte dell’ostetrica/o. In collaborazione con l’ostetrica/o, il medico di medicina generale, i consultori e le altre strutture territoriali costituiscono la rete di assistenza integrata alla donna in gravidanza. Questo modello prevede, in presenza di complicazioni, il coinvolgimento di medici specializzati in ostetricia e di altri specialisti.

(Ministero della Salute; Istituto Superiore di Sanità, Centro per la Valutazione dell’Efficacia dell’Assistenza Sanitaria)

Cosa significa questo in concreto?

La consuetudine del nostro territorio ci porta a far seguire la gravidanza dal medico ginecologo, ma la gravidanza non è una malattia!

Gli studi dimostrano che le gravidanze dovrebbero essere seguite dall’OSTETRICA, la figura professionale più vicina alle donne, al loro bambino, centrata sui loro bisogni specifici.

Solo quando l’ostetrica riscontra una patologia, essa stessa richiede l’intervento in equipe di un altro professionista, quale il ginecologo, il medico di base o di altro specialista a seconda della necessità.

Almeno il 70/80% delle gravidanze sono assolutamente fisiologiche, ciò significa che  la gravidanza  necessita di un sostegno accurato e personalizzato, rispettandone i tempi e la fisiologia ma non di eccesiva medicalizzazione; infatti, una buona assistenza ostetrica può riportare in fisiologia anche le gravidanze border-line, attraverso un lavoro personalizzato sulle esigenze della singola gestante.

L’assistenza da parte dell’ostetrica è associata agli esiti migliori per quanto riguarda la salute della donna in gravidanza, il benessere e l’accrescimento del bambino in utero, una gratificante esperienza nascita e post-parto, e, non per ultima, la maggior SODDISFAZIONE della donna /coppia assistiti.

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La visita mensile consiste in:

  • un’accurata anamnesi personale, familiare e del compagno, andando a risalire anche a notizie inerenti alla propria nascita, con individuazione precoce degli eventuali fattori di rischio;
  • nel visionare e discutere insieme gli esami ematochimici e le ecografie a cui la donna decide di sottoporsi;
  • nella misurazione della pressione sanguigna, nell’esecuzione di uno stick urine, nell’eventuale misurazione del peso materno;
  • nella MISURAZIONE SINFISI-FONDO: metodica non invasiva che consiste nella misurazione manuale esterna dell’utero, stima molto importante per sospettare un’alterazione dell’accrescimento fetale (raccomandata mensilmente dalle linee guida: attraverso questo semplice strumento può essere limitato il surplus di ecografie innecessarie);
  • nella palpazione addominale esterna, attraverso le manovre di Leopold, tramite cui l’ostetrica riconosce la posizione e la presentazione fetale, insegnando a riconoscerle nei genitori;
  • nell’auscultazione doppler e non del BCF (battito cardiaco fetale);
  • nell’ascoltare i bisogni della donna/coppia, ricercando insieme possibili soluzioni;
  • nel mettere la donna/coppia al centro dell’esperienza di maternità, fornendo informazioni basate alle evidenze scientifiche, al fine di porre la coppia nella possibilità di compiere una vera scelta informata, rispettando le proprie credenze e volontà;
  • nel valutare assieme alla coppia i possibili luoghi del parto, dal domicilio alla struttura ospedaliera di terzo livello, a seconda della necessità della gravidanza e/o della volontà della coppia.

nb: la visita vaginale non è raccomandata ad ogni incontro, salvo esigenze individuali.